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I Romani
utilizzavano un calendario in cui ogni giorno era distinto
da una lettera che andava dalla A alla H. Questo gruppo di
otto giorni veniva chiamato NUNDINAE; nel primo giorno si
svolgeva il mercato. I giorni venivano contati in modo
decrescente a seconda della loro posizione rispetto alle
CALENDE, alle NONE e alle IDI. L’anno iniziava con la A e
proseguiva con le NUNDINAE senza tenere conto di altre
scadenze mensili.
La parola “nundinae”, ci rimanda ad un passato antichissimo,
e dimostra, insieme ai numerosi reperti archeologici
rinvenuti nella zona di Petramagna, come il territorio di
Gravina (la Silvium di epoca romana) fosse, fin dall’ età
antica, in importantissimo centro di scambi commerciali e
culturali. La posizione geografica, che la metteva al centro
della ricca ed efficiente rete viaria collegando i porti
adriatici e ionici con l’entroterra appenninico, la natura
fertile del suo territorio e la bontà della sua abbondante
produzione agricola fecero della Gravina medievale un’
ambita terra di conquista da parte di Bizantini, Longobardi,
Saraceni, Normanni, Angioini, Aragonesi.
Federico II di Svevia, grande estimatore della città (a lui
la tradizione attribuisce il motto “Grana dat et vina, urbs
opulenta Gravina, riportato in parte dal gonfalone
cittadino), al punto da costruirvi un castello-rifugio di
caccia in cui alloggiare durante le soste in cui si
dilettava con la falconeria, dovette rendersi conto della
floridezza economica che faceva di Gravina una delle più
ricche del regno. Intorno al 1270, i membri dell’ ordine
monastico-cavalleresco dei Templari, fecero di Gravina il
quartier generale delle loro attività nell’ entroterra
pugliese ed uno dei luoghi di transito da cui i pellegrini
provenienti da Roma e diretti al santuario di San Michele
del Gargano, e di lì, attraverso i porti della costa
pugliese, alla volta di Gerusalemme.
E’ in questo quadro che va collocata la concessione del
feudo di Gravina da parte di Re Carlo II d’Angiò al Conte
Giovanni di Monfort , francese dei duchi di Borgogna.
La donazione avvenne il 15 agosto 1289 durante una pubblica
e solenne cerimonia che sancì il rapporto di sudditanza da
parte della Contea gravinese nei confronti della dinastia
degli Angioini.
Vi aspettiamo a Gravina in Puglia per un………….viaggio senza
fine. |